Il Liscio dell’Emilia-Romagna verso la candidatura UNESCO

Avviato a Bologna il percorso condiviso per il riconoscimento come patrimonio culturale immateriale

22 Aprile 2026

Il Liscio dell’Emilia-Romagna compie un passo concreto verso il riconoscimento come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Ha preso il via a Bologna il percorso istituzionale e partecipato che punta alla costruzione della candidatura UNESCO, con un primo incontro che ha riunito amministratori locali e rappresentanti del territorio per definire le linee strategiche delle prossime fasi.

Al centro del progetto, il riconoscimento del Liscio come pratica viva e condivisa: un insieme di espressioni musicali, coreutiche e sociali che attraversano generazioni e territori, mantenendo un ruolo attivo nella costruzione di relazioni, comunità e identità culturale.

“La candidatura Unesco – spiega l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni – si fonda su un principio chiave: il riconoscimento del ruolo centrale delle comunità patrimoniali. Mai, quindi, come in questo caso si tratta di un percorso fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Il Liscio è incontro tra generazioni, inclusione, è capacità di accogliere e integrare influenze diverse, come è stato fin dalle sue origini, quando ha saputo intrecciare le tradizioni locali con i balli europei”.

Durante l’incontro è stata delineata la roadmap operativa: mappatura delle realtà coinvolte, rafforzamento della rete territoriale, raccolta di testimonianze e costruzione partecipata del dossier di candidatura. Un processo che vedrà protagonisti musicisti, ballerini, scuole di danza, orchestre, studiosi, organizzatori di eventi e cittadini, chiamati a contribuire con esperienze, memorie e visioni.

Particolare attenzione è stata dedicata alla pluralità delle forme del Liscio, nelle sue diverse declinazioni locali, e al ruolo dei luoghi della socialità – dalle aie alle balere, fino ai festival contemporanei – che ne hanno accompagnato l’evoluzione. Nato tra Otto e Novecento dall’incontro tra tradizioni popolari e balli europei come valzer, polka e mazurka, il Liscio continua oggi a rappresentare uno spazio di aggregazione e trasmissione culturale.

Il percorso di candidatura, avviato nel 2023 a seguito di una risoluzione dell’Assemblea legislativa regionale, si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione del patrimonio musicale e culturale. In questo ambito, la Regione Emilia-Romagna ha promosso il progetto Vai Liscio, piattaforma partecipativa dedicata alla raccolta e alla condivisione di materiali, testimonianze e pratiche legate a questa tradizione.

Come previsto dalle linee guida UNESCO, la candidatura si articolerà in diverse fasi: dalla progettazione e coinvolgimento degli stakeholder, alla definizione delle misure di salvaguardia, fino alla redazione del dossier finale. Un percorso che, oltre al riconoscimento internazionale, punta a rafforzare il ruolo del Liscio come risorsa culturale, sociale ed economica per il territorio.

“Attraverso questo percorso – continua l’assessora – vogliamo valorizzare una rete che unisce territori, competenze e saperi, sostenere il lavoro di chi ogni giorno tiene viva questa tradizione, dalle orchestre alle scuole di ballo, dagli organizzatori agli appassionati. Il percorso per il riconoscimento dell’importanza del Liscio e della musica ‘popolare’, e l’attenzione anche internazionale che ne deriverebbe, rappresentano un’opportunità di cui può beneficiare l’intero territorio e un’occasione di crescita, in particolare, per il settore musicale regionale”.