LUCCIOLE
Lucciole è il luminoso seguito di Silvia Tarozzi alle riflessioni intime di Mi specchio e rifletto e ai profondi dialoghi folk di Canti di guerra, di lavoro e d’amore realizzato con Deborah Walker. In questo lavoro, Tarozzi intreccia voci, memorie e genealogie musicali per dare forma a un album in cui composizione d’avanguardia, racconto personale e risonanza collettiva dialogano liberamente tra loro.
L’album si apre con un radioso ensemble di ottoni – scelto per il suo suono popolare, celebrativo e spirituale – e si chiude con il Piccolo Coro Angelico, il coro di bambine e bambini con cui lavora da oltre quindici anni e che definisce “la mia migliore scuola di composizione e una palestra costante di speranza”. Tra questi due estremi, le canzoni di Tarozzi attraversano con rara delicatezza i passaggi della vita: dall’infanzia all’adolescenza, dalla salute alla fragilità, dalla presenza all’assenza.
Due brani centrali – Lucciole, scritto dalla stessa Tarozzi, e una versione live in studio di River Phoenix di Milton Nascimento – rendono omaggio a un’amica amata, la cui vita e presenza evocano nuovi orizzonti. Corallo e perle, ispirato a un sogno che il nonno ebbe dopo la scomparsa della nonna, si trasforma invece in una meditazione lieve e onirica sulla persistenza dell’amore.
Gli archi, le voci e le linee melodiche che caratterizzavano Mi specchio e rifletto riemergono qui con un nuovo calore e una nuova profondità. Prodotto da Silvia Tarozzi in stretta collaborazione con Marta Salogni, che ha curato registrazione e missaggio del disco, Lucciole restituisce una chiarezza, un’intimità e una generosità sonora che riflettono il percorso condiviso durante il processo di registrazione.
Nel suo nucleo più profondo, Lucciole è un album dedicato alle piccole luci che attraversano i momenti di trasformazione: un invito ad ascoltare attentamente i luoghi in cui la vita cambia e le persone, presenti o custodite nella memoria, che illuminano il cammino.
Biografia
Silvia Tarozzi è violinista, compositrice e improvvisatrice. La trasmissione orale della musica e la forma che nasce da una profonda immersione nel suono sono elementi centrali della sua ricerca musicale. Da circa quindici anni suona in duo con la violoncellista italiana Deborah Walker ed è violinista dell’ensemble francese Dedalus dal 2006. Ha collaborato e interpretato opere di compositrici e compositori come Éliane Radigue, Pauline Oliveros, Pascale Criton, Cassandra Miller, Martin Arnold, Pierre-Yves Macé e Philip Corner.
Silvia ha iniziato a comporre e improvvisare parallelamente, partendo dalla propria esperienza di interprete e da un progressivo avvicinamento a pratiche musicali più creative. Nel 2009 ha iniziato a scrivere canzoni ispirate alla poetessa Alda Merini, poi confluite nell’album Mi specchio e rifletto.
Dal 2010 collabora con la compositrice francese Pascale Criton sullo studio delle possibilità tecniche ed espressive di un violino accordato in sedicesimi di tono. Da questa ricerca nasce Circle Process per violino microtonale, presentato in numerosi festival internazionali.
Dal 2011 Silvia collabora inoltre regolarmente con Éliane Radigue, diventando una delle principali interpreti del suo ciclo compositivo Occam Océan per strumenti acustici e contribuendo alla creazione di numerose opere, dal solo violinistico Occam II fino alla musica da camera, eseguite insieme a molte delle interpreti della compositrice francese.
Sempre dal 2011 coordina, insieme a Giovanna Giovannini, le attività del coro di bambine e bambini Piccolo Coro Angelico. Il progetto si concentra sulla ricerca e sperimentazione vocale, avvicinando i più piccoli a un approccio aperto e creativo alla musica sin dall’inizio del loro percorso musicale. L’idea alla base è che l’arte sia un concetto inclusivo, solo in minima parte legato alla competenza tecnica, e che possa invece aiutare bambine e bambini a sviluppare capacità e talenti.
Video
- Data di pubblicazione
- 26/05/2026
- Ultima modifica
- 26/05/2026