- Data di pubblicazione
- 26/01/2026
- Ultima modifica
- 26/01/2026
Music Is The Best
Dopo la vittoria degli Amore Audio nella passata edizione, ritorna Music is the Best, l’innovativa piattaforma di scouting ideata da Panico per valorizzare i nuovi protagonisti della musica italiana. Da lunedì 26 gennaio, ore 12:00, sono ufficialmente aperte le iscrizioni per la quinta edizione 2026: c’è tempo fino al 2 marzo per sottoporre la propria candidatura tramite il form presente sul sito ufficiale www.mitb.it
Music is the Best conferma il suo sviluppo in tre fasi: lo scouting digitale, le performance live e una fase cruciale di workshop e formazione professionale. Dal 3 marzo la giuria tecnica inizierà a vagliare i materiali per individuare i sei progetti finalisti. Questi artisti non solo si esibiranno dal vivo nelle serate conclusive davanti a una platea di esperti, ma avranno l’opportunità unica di partecipare a sessioni formative tenute da esperti del settore, prima che venga proclamato il vincitore dell’edizione 2026.
Giunto al suo quinto anno, il concorso continua a mappare le diverse declinazioni dell’underground nazionale. L’obiettivo resta quello di promuovere progetti originali senza barriere di genere, costruendo ponti concreti tra i musicisti e il mercato: promotori di eventi live, studi di registrazione e professionisti dell’industria musicale.
I Premi: chi vincerà Music is the Best 2026 otterrà il finanziamento e la promozione di un intero lavoro discografico. I vincitori saranno affiancati da un team di tutor che vanta collaborazioni di prestigio con nomi del calibro di IOSONOUNCANE, Daniela Pes, Gaia Banfi, Colombre, Maria Antonietta, Post Nebbia e Julie’s Haircut.
La call è attiva sul sito www.mitb.it sul quale sarà possibile iscriversi fino al 2 marzo 2026.
I vincitori del premio Music is The Best 2025 sono stati gli Amore Audio, il duo formato da Alessandro Scola e Luigi Lonetto che a dicembre ha realizzato Veleno, i suo debutto discografico uscito per Panico Dischi.
A proposito di Veleno la band dichiara: “…è una grande danza, un enorme tributo al periodo peggiore delle nostre vite. Volevamo raccontare una storia dall’inizio alla fine. Prenderci il nostro tempo, dividerla in atti. Raccontare le delusioni e la tossicità. Volevamo che il dramma delle nostre relazioni, abbastanza popolare tra noi persone comuni, venisse esposto in bella vista, come un quadro antico appeso alle pareti di un bellissimo palazzo“.