Jazz Open Modena accende gli Open Stages

Alex Fernet, R.Y.F., Sleap-e, Laura Agnusdei, Godblesscomputers e C'mon Tigre protagonisti dei concerti gratuiti ai Giardini Ducali

09 Giugno 2026

È stato presentato oggi il programma completo di Jazz Open Modena 2026, la prima edizione italiana del festival nato a Stoccarda oltre trent’anni fa e diventato uno degli appuntamenti musicali più seguiti del panorama europeo.

Dal 13 al 18 luglio, il centro storico di Modena ospiterà sei giorni di concerti tra Piazza Roma, il Baluardo e il Giardino Ducale Estense, con una programmazione che attraversa jazz, elettronica, soul, pop, rock e nuove contaminazioni sonore.

Accanto agli headliner internazionali attesi sul main stage – da Gregory Porter e Diana Krall a Moby, Jean-Michel Jarre, Jamie Cullum, Joss Stone, Parov Stelar e Meute – una parte significativa del festival sarà dedicata agli Open Stages, il programma gratuito ospitato ai Giardini Ducali.

Realizzata in collaborazione con Emilia-Romagna Music Commission, la line-up degli Open Stages porta a Modena sei progetti musicali che raccontano linguaggi, percorsi e sensibilità differenti della scena musicale regionale contemporanea.

Ad aprire il cartellone, il 13 luglio, sarà Alex Fernet, polistrumentista e autore di Modern Night, lavoro che intreccia soul, funk, italo disco e new wave in un immaginario notturno e cinematografico.

Il 14 luglio salirà sul palco R.Y.F., progetto della cantautrice e performer Francesca Morello, che presenterà Deep Dark Blue, lavoro che attraversa elettronica, tensione punk e riflessione politica, affrontando temi legati a identità, inclusione e diritti.

Il giorno successivo sarà la volta di Sleap-e, progetto nato nel 2018 e cresciuto attraverso continue trasformazioni sonore, dal bedroom pop degli esordi alle atmosfere più stratificate di 8106, album pubblicato nel 2024. Dopo il tour del 2025, la formazione ha assunto definitivamente la forma di trio e sta anticipando un nuovo lavoro con i recenti singoli Not a boy, not a girl e Bring beers and food.

Il 16 luglio il programma proseguirà con Laura Agnusdei, compositrice e sassofonista tra le figure più interessanti della ricerca musicale contemporanea. Nel recente Flowers Are Blooming In Antarctica costruisce una personale riflessione sul rapporto tra esseri umani, ambiente e forme di vita non umane, attraversando jazz spirituale, elettronica, minimalismo fourth world e paesaggi sonori immaginifici.

Il 17 luglio toccherà a Godblesscomputers, alias Lorenzo Nada, tra i nomi di riferimento della cultura hip-hop e dell’elettronica italiana contemporanea. Il recente EP Dance Until Dawn, ideale prosecuzione di Late Night Dance, conferma una ricerca che intreccia jazz, house ed elettronica in un equilibrio raffinato tra groove e profondità atmosferica.

A chiudere il programma, il 18 luglio, saranno i C’mon Tigre, collettivo internazionale che continua a muoversi tra afrobeat, jazz, elettronica e ricerca visiva. Dopo la recente pubblicazione del singolo Driver Idle, il progetto affronta il tour estivo 2026 con un live profondamente rinnovato, in cui l’elettronica diventa il motore di un’esperienza immersiva che alterna tensione ritmica, ascolto e movimento.

Più che una semplice apertura ai nuovi talenti, gli Open Stages rappresentano uno spazio dedicato alla ricerca, alla contaminazione e ai linguaggi musicali contemporanei, affiancando al cartellone principale una proposta accessibile e gratuita che mette in dialogo pubblico locale, visitatori e artisti.

In un festival che guarda al panorama internazionale, la presenza di questi sei progetti offre anche uno spaccato significativo della vivacità della scena musicale dell’Emilia-Romagna, tra percorsi già consolidati, nuove traiettorie creative e una costante attitudine alla sperimentazione.

Nato a Stoccarda, Jazz Open arriva per la prima volta in Italia grazie alla collaborazione tra il team del festival, guidato dalla direzione artistica di Jürgen Schlensog, le istituzioni del territorio insieme a partner privati e a numerosi sostenitori, trasformando Modena in un palcoscenico diffuso dedicato ai linguaggi più diversi della musica contemporanea.