Un Sequestro Lungo 10.000 Anni

Blak Saagan | OPALE. Musiche, visioni, segni a cura di Maple Death e Canicola | 08/05/2026

In un’epoca che pretende iper accelerazione, lampi cinetici e voracità digitale, Blak Saagan emerge come un corpo estraneo con un’opera ampia e stratificata che richiede attenzione e dischiude simboli e significati profondi a ogni ascolto. Dopo una pausa di cinque anni, il compositore veneto ritorna con il suo lavoro più personale e apertamente politico, Un Sequestro Lungo 10.000 Anni, un monumentale triplo album di 108 minuti che mette in scena la colonna sonora di una città distopica attraverso visioni futuristiche da “quarto mondo”, esplosioni rave dal sapore anni ‘80, trance meditativa e oscuri brontolii sotterranei.

Dare seguito a l’acclamato Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo non era un’impresa semplice. Eppure Samuele Gottardello (Blak Saagan) affronta questa tela con rinnovata determinazione, dando vita a un universo parallelo denso di paranoia, senso di controllo e repressione. Un mondo che trova sollievo nella figura di una donna con il corpo di uccello che emerge dall’asfalto e libera l’umanità dal “sequestro” a cui è stata a lungo sottoposta. Una distopia spinta al limite e tristemente vicina alla nostra attualità.

Nato dalla collaborazione con l’autore iraniano Majid Bita, Un Sequestro Lungo 10.000 Anni racconta una città popolata da creature immaginarie che si muovono tra punk iraniano, ribelli col mullet che sudano su allucinati beat disco mediorientali, VHS di propaganda e la consueta tensione cosmica di Saagan costruita su library music, architetture kosmische e serenità industrial.

Richiamando l’immaginario tramandato da Marija Gimbutas e Philip K. Dick, la musica di Blak Saagan tesse un filo ipnotico che passa dalla devozione ai synth in stile Carpenter, all’ansiosa pulsazione cyber di The Blak Fire o la EDM persiana di Idoli Rotti fatti di Paura ed Oro, alle sperimentazioni metafisiche che richiamano il lavoro dei leggendari architetti del suono italiani Egisto Macchi e Nora Orlandi, l’esoterismo astrale e danzante di La Dama con il Corpo di Uccello e la cadenza spirituale di Mila nel bosco. Il climax autoritario dell’album si manifesta pienamente in brani come Il Giorno di Zaha’kol e Daēvā – Falso Dio dove una severità martellante raggiunge la punizione materica di pesi massimi come Godflesh e Ramleh, malessere industriale per le masse.

Un Sequestro Lungo 10.000 Anni è anche il primo album di Blak Saagan a includere contributi vocali, che amplificano l’esperienza cinematografica e la elevano a livello simbolico. La dea ambient-folk Julinko conferisce una qualità elisiaca a Il Giorno di Zaha’kol, le voci sommerse della producer techno Annalisa Iembo (Jerome) segnano la coldwave narcotica Benzocrazia, l’illustratrice italiana Liz Van Der Nüll interviene con un posse-rap sulla sirena synth-punk di FRREPa mentre James Jonathan Clancy chiude etereamente Idoli Rotti fatti di Paura ed Oro.

L’album si sviluppa come un puzzle in cui ogni tessera svela una metafora storica inquietante, un viaggio affascinante in cui la macchina del tempo di Blak Saagan attraversa 10.000 anni di patriarcato, monoteismo, colonialismo e capitalismo, denunciando un presenta crudele senza dimenticare l’ombra del passato. Alcuni potrebbero definirlo escapismo consapevole o socialismo spirituale, altri potrebbero vederlo come l’evocazione di un nuovo mondo o ancora potranno leggerlo come un sentiero avviato da outsider come David Sylvian, Muslimgauze e Chrome… dipingendo un orizzonte nero dal quale, forse, può ancora affiorare la speranza.


Un Sequestro Lungo 10.000 Anni è la seconda uscita di Opale, una serie curata da Maple Death e la casa editrice Canicola Edizioni, due realtà sorelle che da oltre un decennio esplorano l’incontro tra musica e narrazione attraverso immagini e suono, dando vita a nuovi dialoghi tra i due linguaggi con un approccio visionario e militante. Ogni pubblicazione di Opale prevede la realizzazione parallela di un LP e di un albo illustrato, uniti da un filo rosso che attraversa atmosfere, temperature emotive e suggestioni narrative, raccolti in un prezioso box in edizione limitata con poster e grafiche originali. L’album di Blak Saagan è accompagnato dall’artwork e da un volume illustrato con oltre 180 disegni di Majid Bita, arricchito da una storia scritta a quattro mani da entrambi gli autori. Majid Bita è un illustratore e graphic novelist iraniano che vive e lavora in Italia dal 2014. È noto per il suo pluripremiato esordio Nato in Iran, tradotto anche in Francia, una viscerale opera autobiografica che esplora la memoria e la dissidenza politica. Il suo stile oscuro ed espressivo gli è valso il Premio Micheluzzi e collaborazioni con importanti testate europee come Internazionale e Libération.


ALBUM CREDITS
Composed by Samuele Gottardello
Produced by Samuele Gottardello e Matteo Bordin except for “The Blak Fire (Sogno I)” composed by Samuele Gottardello and Annalisa Iembo, produced by Samuele Gottardello and Matteo Bordin
Mixed and Mastered by Matteo Bordin at Outside-Inside Studio
Artwork by Majid Bita / Photography by Marco Zanin Design and layout by eee studio
Samuele Gottardello keyboards, synths, vocals, percussions
Matteo Bordin sax and loops on track 9
Jonathan Clancy vocals on track 11
Diego Dal Bon percussions on track 8
Annalisa Iembo bass on track 1, vocals on track 2
Julinko vocals on track 5
Nicola Manzan strings on track 7 and 8, guitar and piano Rhodes on track 8
Salvatore Miele guitar on track 5
Giorgio Trombino duduk on track 7
Alessandro Vagnoni drums on track 5
Liz Van Der Nüll vocals on track 10